La Maxillaria tenuifolia e il fiore impossibile

L’evento orchidofilo Giardino Jacquard di Schio ci ha viste impegnate a dare una mano allo stand di Franz Zeuner, Currlin Orchideen. La cosa ci ha fatto un immenso piacere, prima di tutto perché è sempre bello poter dare una mano a un amico (tra l’altro Franz ha piante stupende), e secondo perché poter parlare di orchidee e rispondere ai quesiti dei clienti sulla coltivazione è stata davvero un’esperienza unica.

Quando è arrivato il mio turno allo stand ho colto la palla al balzo per porre a Franz una domanda spinosa che avevo in serbo da un po’. Quindi è avvenuto più o meno il seguente dialogo: 

S: Franz, se ti dico Maxillaria tenuifolia, cosa mi rispondi?

F: Ah! Pianta difficilissima che fa pochissimi fiori! Pensa che una volta ho visto un esemplare largo un metro che aveva fatto un solo fiore! E il proprietario mi diceva che ce l’aveva da anni ed era la prima volta che fioriva!

S: Ah. Quindi se io ho ordinato una pianta a marzo dell’anno scorso, e a maggio dello stesso anno mi ha fatto una quindicina di fiori ho tipo vinto al superenalotto?

F: Fortunata!S: Ok, ma adesso come devo tenerla questa pianta? Dove va messa la Maxillaria tenuifolia?

F: Ahahah! Guarda, la Maxillaria tenuifolia è una pianta che va messa in congelatore.

S: …

F: In congelatore! E non devi tirarla fuori mai più! Ahahah!

Al che ho capito che forse iniziare a coltivare il genere Maxillaria iniziando dalla tenuifolia non deve essere stata proprio un’idea brillante. Ma poco dopo, allo stand arriva a trovarci Diego, al quale faccio la stessa domanda.

S: Diego, se ti dico Maxillaria tenuifolia, cosa mi dici?

D: Ah, bella! Pianta difficile!

S: Qua pare che sia praticamente impossibile farla fiorire. Io però ho preso una pianta che dopo pochi mesi mi ha fatto una scarrettata di fiori. Ok, non è stato merito mio, ma del vivaio che me l’ha venduta. Onore al merito. Ma per farla rifiorire cosa devo fare?

D: Difficile da far fiorire, in genere, sì. Però è anche vero che dipende dalla pianta. A volte mi capita di comprarne due assieme, perfettamente identiche e dallo stesso venditore. Trattate allo stesso modo, una fiorisce e l’altra no.

S: Caspita! Quindi cosa mi consigli di fare?

D: Tienila come quando ha fatto il fiore e non cambiare niente. Non si sa mai…

Parola d’ordine, non cambiare niente. In effetti, la mia Maxillaria tenuifolia ha fatto tantissimi nuovi pseudobulbi, è aumentata almeno di un terzo da quando è arrivata a casa mia l’anno scorso. Ma quest’anno, a maggio, di fiori nemmeno l’ombra. Sarà allora il caso di cominciare dall’inizio…

Perché proprio la tenuifolia?

Già, perché? La risposta è semplice: ero incuriosita dal profumo dei fiori. Infatti, viene anche detta “orchidea noce di cocco”, ed è proprio così: il fiore profuma di noce di cocco, con un retrogusto di cioccolato. Un’essenza paradisiaca, e se la annusi per più di un minuto ti fa ingrassare all’istante di cinque chili!

E poi il colore. Mi piacciono le orchidee arancioni o rosse, e tra le specie botaniche non ce ne sono tantissime. I fiori della tenuifolia sono di uno stupendo rosso acceso, con un labello bianco crema a puntini sempre rossi. Spuntano dalla base degli pseudobulbi in formazione, su uno stelo corto che porta un solo fiore.

Come tengo questa benedetta Maxillaria

Prima di comprarla mi ero ovviamente un minimo informata (anche se la notizia della fioritura impossibile mi era sfuggita…), e ho scoperto così che si tratta di una pianta nativa del Centro America, di taglia media, che cresce sugli alberi fino a una altitudine di 1500 metri (alcuni dicono anche fino a 2000 metri).

Richiede molta luce, paragonabile a quella delle Phalaenopsis e dalle Cattleya (comunque mai al Sole diretto), sopporta bene le alte temperature estive, e in inverno può arrivare fino a 13 gradi. 

E quindi:

  • Temperatura: la mia Maxillaria tenuifolia è rimasta sul terrazzo (esposto a sud) fino ad autunno inoltrato, viste le temperature. Quando sono scese troppo, l’ho messa in posizione luminosa ma più fresca rispetto a quella delle Phalaenopsis. In primavera, appena di notte supereremo i 13 gradi, via di nuovo in terrazzo, mentre ho visto che in estate se la cava benone anche con temperature sopra i 30 gradi;
  • Acqua: mi pare sia abbastanza semplice capire quando ha sete… gli pseudobulbi raggrinziscono. In estate l’ho bagnata parecchio, in modo che gli pseudobulbi siano rimasti sempre belli gonfi. In questo modo ha superato bene le alte temperature del mio terrazzo… In inverno ho diminuito le bagnature, ma senza mai lasciarla a secco per troppi giorni (quando gli pseudobulbi fanno le grinze, bagno);
  • Luce: ho individuato posizioni che siano sempre luminose, sia in estate che in inverno, ma senza avere sole diretto.
  • Concimazione: in primavera-estate, leggera una volta al mese. In inverno ho sospeso, e riprenderò verso marzo.

Ora la domanda sorge spontanea: fiorirà a maggio la mia tenuifolia? Riusciremo a far fiorire la pianta dell’impossibile?

Vi terrò aggiornati 🙂


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4 pensieri su “La Maxillaria tenuifolia e il fiore impossibile”

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