Gossip con Wolfgang e Heinrich Prader

Alle volte si è davvero fortunati, si pensa di visitare la serra di un collezionista e invece se ne trovano due!

A Dicembre sono andata a trovare Heinrich e Wolfgang Prader, padre e figlio che condividono una magnifica collezione di orchidee, ho visto molte cattleya, phragmipedium e tante tante altre bellissime orchidee. L’inverno non è il periodo migliore per vedere piante fiorite ma ci da l’opportunità di vedere come ci si ingegna a tenere al calduccio le nostre amiche.

Ammirando queste belle piante abbiamo fatto quattro chiacchiere!

Wolfgang e il suo Bulbophyllum phalaenopsis
Heinrich con un cespuglio di Tillandsie

Da quanti anni coltivate?

W Da circa vent’anni coltivo orchidee e questa voglia è nata seguendo la passione di mio padre
H Ho iniziato circa 45 anni fa quando per il matrimonio ho ricevuto un oncidium che ho ancora oggi


Che significato ha per voi coltivare orchidee?

W Per me è una passione ma, è anche buttarsi in un mondo speciale e lasciare da una parte tutto il resto, un modo per prendere una pausa dai pensieri. Oltre questo è una soddisfazione vedere che una buona coltivazione continuativa viene ripagata da belle fioriture.
H Anche per me è così, fin da piccolo ho provato e sperimentato la coltivazione di diverse piante, riuscire a coltivare bene, far crescere, portare a fioritura o avere frutta coltivata da se da molta soddisfazione e una certa esclusività. Ovviamente le orchidee non fanno frutta 😉


Avete mai pensato di coltivare piante come professione?

No, quando si fa in grande stile non si ha più il tempo di fare le coccole che fai ad alcune piante, non si ha più il tempo di fare prove.
Oppure bisognerebbe avere un impresa così grande da poterti permettere anche questo 😉 


Quali sono state le prime difficoltà che avete trovato quando avete iniziato?

W All’inizio sono passato quasi subito a una serra indoor e la prima difficoltà è stata capire quanto bagnare le piante e quali erano adatte a questo tipo di coltivazione. Quindici anni fa in internet si trovava poco sulla coltivazione in orchidario e anche sui libri si trovava poco a riguardo. C’erano tante cose che bisognava provare, ad esempio bisognava capire se una certa specie funzionava o se sarebbe diventava troppo ingombrante, capire come regolare l’acqua, la ventilazione e il riscaldamento fino a trovare il giusto equilibrio.

La prima difficoltà è stata trovare piante. Un orchidea era una cosa fuori dal mondo. Quando lavoravo a Bolzano c’era una fioreria che in vetrina aveva esposta un orchidea, ogni sera passavo a guardarla. Costava come un intero stipendio!
Poi ho iniziato a scrivere annunci sui giornali della Germania del nord e chiedevo di spedirmi delle piante ma queste restavano in viaggio quasi un mese e mezzo e così arrivavano morte o quasi. All’epoca, inoltre non si sapeva dove informarsi e non c’era niente da leggere su come si coltiva. Una volta ho ricevuto una cattleya da un padre francescano e non sapevo dove metterla, così l’ho messa in terra normale e dopo un anno era morta. Non sapevo come coltivare, era davvero difficile trovare informazioni.


Avete qualche difficoltà attualmente?

W Trovare abbastanza tempo e il problema dello spazio. Lo spazio è la cosa più limitante.
H In estate quando le piante sono fuori sembrano sempre piccole, ma poi quando si riportano in serra ci si accorge che non sono così piccole!


Hai mai dato il nome a un orchidea? Ne hai mai creata una?

Le orchidee che vengono premiate prendono il nome di un cultivar, noi di solito diamo il nome delle mie figlie.

Faccio impollinazioni con piante particolari, soprattutto phragmipedium. Quando l’impollinazione riesce, mando la capsula con i semi in Germania da Luke.
Per la semina ci vuole un ambiente sterile e i tentativi che ho fatto a casa non sono andati a buon fine perchè c’era sempre il problema delle muffe. Non si riesce a ricreare un ambiente sterile in casa. Anche a Gerard do delle capsule di incroci un po’ particolari perchè trovo interessante vedere cosa verrà fuori.

Piccole piantine crescono

Non sono incroci nuovi ma fatti con le mie piante.
Anni fa avrei potuto registrare un incrocio ma non era la priorità, infatti è la curiosità che mi spinge a fare le impollinazioni. Ogni incrocio può far venir fuori un clone migliore o diverso da un altro.

H E’ anche un problema di tempo e spazio: se si producono un migliaio di piante, ci vuole spazio, inoltre c’è solo un 10% che si può utilizzare. Insomma non è interessante.

W Il bello è vedere come cresce la pianta e aspettare qualche anno per vedere il fiore.


Qual è il tuo genere preferito?

W Cattleya e Phragmipedium
H Col tempo si cambia gusto. All’inizio è stato il dendrobium, poi cattleye, epidendrum, oncidium, phragmipedium, laelie….non saprei dire.


Cosa ti da maggiore soddisfazione?

W Vedere le piante sane che crescono bene e avere fioriture che ogni anno migliorano e diventano più grandi.
Ma anche solo la bella crescita delle piante, ad esempio il Bulbophillum phalaenopsis che quest’anno è fiorito per la prima volta ma che coltivo da quindici anni e mi piace per le foglie, il bulbo, insomma tutta la pianta.

H Il primo dendrobium che ho avuto non aveva mai fiorito, un giorno l’ho portato a una mostra e Karge mi ha chiesto da quanti anni coltivavo quell’orchidea e io gli ho detto circa quindici anni e così mi ha detto aspetta altri cinque anni perchè prima dei vent’anni non fiorisce. In 20 anni è successo di tutto ma poi finalmente è fiorita e ora fiorisce puntuale ogni anno.


Ci sono stati degli insuccessi?

W Ad esempio avevo appeso a una stecca di bamboo il Bulbophillum phalaenopsis e la Phalaenopsis gigantea e a causa del vento è crollata. Non ho perso le piante per fortuna ma si sono molto rovinate e quando hanno due o tre foglie spaccate non le si può più portare in mostra, è brutta e mi dispiace per la pianta.

H C’è sempre qualche perdita, avevo un Dendrobium tipo anthennatum qualche anno fa, molto colorato, davvero bello e faceva una grande fioritura. Ho fatto delle divisioni e le ho date via, poi la pianta madre mi è morta e anche le divisioni sono andate perdute purtroppo.


Avere molte orchidee vincola?

H Prima, quando Wolfgang non abitava qui, sono andato via due settimane e ho chiesto ad altre persone di occuparsi delle orchidee. Quando sono tornato le piante o erano seccate o erano annegate nell’acqua. E’ molto difficile affidare le piante a qualcuno che solitamente non se ne occupa.

W Già quando ero studente e quando vivevo da solo facevo parte dell’associazione austriaca ma, ero limitato nel tenere piante perchè quando torni a casa per le feste mica ti puoi portare dietro tutte le orchidee.
Noi siamo fortunati ad essere in due e quindi per noi, ora, non è limitante ma credo che per molti possa esserlo soprattutto se si tengono le piante in casa.


Qualche consiglio per chi vuole iniziare a coltivare?

W Provare, provare, provare. Cercare più informazioni possibili sulla pianta che si vuole coltivare e ascoltare chi già la coltiva da tempo, se è possibile andare a vedere di persona come viene coltivata.
H Bisogna chiedersi “Che possibilità ho?” Si deve partire dall’ambiente, è inutile volere una pianta che ad esempio vuole temperature basse se in casa si anno 20° o viceversa voler coltivare ad esempio una phalaenopsis se nel locale si hanno solo 10°. Per questo bisogna informarsi bene prima dell’acquisto, non si possono prendere piante che vogliono ambienti diversi e metterle assieme, sarebbe come mettere un uccello e un gatto nella stessa gabbia!


Hai mai organizzato mostre? Perchè lo fai?

Sì, ho organizzato diverse mostre.
La mostra per me è una cosa bella, perchè l’associazione si può presentare a un pubblico vasto e mostrare quello che si sta facendo, quali orchidee si coltivano. Il bello della mostra è fare l’ambientazione e presentare al meglio le piante, inoltre c’è anche la divulgazione di informazioni, che dovrebbe essere lo scopo di ogni associazione. Le mostre sono anche l’occasione di incontro con gli amici che vengono da lontano, un momento per confrontarsi sulla coltivazione.
Ovviamente durante le mostre si incontrano venditori nazionali e internazionali, non solo europei ma da tutto il mondo e in queste occasioni possiamo trovare piante che se no non potremmo avere.

Alle mostre vengono assegnati dei premi, ne avete mai vinti?

Ne abbiamo vinti ma il bello di una esposizione è l’avere piante belle da mostrare al pubblico, il premi passa in secondo piano. Certo da soddisfazione essere riuscito a coltivare bene e che questo venga riconosciuto da altri coltivatori.
Mi piacerebbe portare a una mostra il Phragmipedium kovachii ma non è mai in fiore quando ci sono mostre!

Allora ci vediamo alla prossima mostra?

Certo! La prossima mostra sarà da Schullian a Bolzano dal 22 al 25 febbraio e poi Orchids @ Muse a Trento il 25 e 26 maggio. 

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