Paphio Maudiae fiore

Paphiopedilum maudiae: una lunga attesa

Il Paphiopedilum Maudiae è una divertente “scarpetta di Venere”, altro nome, o meglio, nome originale del genere Paphiopedilum. Questo, in particolare, è un ibrido tra Paphio callosum e lawrenceanum, ed è presente in casa mia dal 2016.   È un ibrido abbastanza facile da trovare dal fiorista. A dire il vero, la prima volta che l’ho visto, molti anni prima della mia inclinazione orchidofila, ho fatto un po’ fatica a crederla un’orchidea, ma tant’è. La chiamavamo “la pelosa”: il gambo lungo era coperto da una peluria marrone scuro, e sorreggeva un fiore talmente grande che la pianta sembrava avere una testona immensa su un corpo piccolino. Non ha fatto una bella fine, il primo. Ma ho recuperato 🤫.

Caratteristiche

Il Paphiopedilum Maudiae conquista subito: foglie di quasi 20 cm stupendamente maculate di chiaro, e getti da cui spuntano fuori dei boccioloni tozzi e chiari. Il fiore è verde e bianco striato. È da serra intermedia/calda: temperature invernali di giorno tra i 18 e i 20°C e di notte tra i 12 e i 15°C. In estate, di giorno tra i 18 e i 25°C e di notte tra i 15 e i 18°C. Non ha bisogno di riposo ed è poco esigente in quanto a concimazioni.

Coltivazione chez moi

Dopo un primo momento in pieno sud l’ho sempre tenuto esposto a nord, i paphio non necessitano di molta luce, che anzi può bruciacchiare facilmente le foglie maculate. Quanto al substrato l’ho cambiato da bark a bark misto carbonella. SI narra che i paphio amino particolarmente il carbone, quindi ho deciso di tentare. Quanto alle concimazioni, le fornisco 2 volte al mese, poche gocce nell’acqua. Penso di averci azzeccato perché nell’estate 2017 ha finalmente tentato, invano, una fioritura: una folata d’aria fredda gli ha fatto cambiare idea: addio bocciolo… e maledetta me e i temporali! Ho letto ovunque che il paphio per fiorire ha bisogno di uno sbalzo termico tra giorno e notte un po’ più forte delle phal, di 5-6°C, e quindi a maggio 2018 l’ho buttato fuori casa, sul davanzale sempre a nord, un posto perfetto perché protetto dalle correnti d’aria. E a proposito di temperatura, è da notare che ha sopportato bene l’estate torrida della pianura. Tirando le somme della stagione annovero un paio di radici, altrettante nuove crescite e… un fiorellone! Paphiopedilum Maudiae Paphiopedilum Maudiae bocciolo Paphiopedilum Maudiae in boccio Paphio Maudiae fiore in primo piano Ps: assicurati sempre che le radici siano coperte dal bark. A quanto pare odiano il contatto diretto con l’aria e se non sono ben sotto il substrato fanno fatica ad allungarsi.

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