Primo piano Bratonia M. Fitch Izumi

Bratonia charles m. fitch “Izumi”: il ragno rosa

Diciamo che devo ancora capire se si tratta di un regalo, o di un “finalmente me la tolgo dalle scatole” 😄. Sta di fatto che questa orchidea mi è volata fra le mani in modo un po’ frettoloso, e l’unica cosa che mi è venuta in mente, dopo 2-3 grazie, era “vabbè, una più una meno..”.

Ma poi mi sono ricreduta.

Cominciamo col definire la Bratonia (o Miltassia): si tratta di un ibrido tra una Brassia e una Miltonia.

La Charles M. Fitch è un ibrido primario, cioè tra 2 piante che si trovano in natura allo stato selvatico, Brassia verrucosa x Miltonia spectabilis, registrato nel 1961 da C. M. Fitch. “Izumi” invece è una cultivar più recente e più fiorifera.

Brassia verrucosa: cresce epifita (cioè è una pianta aerea) sui tronchi nelle foreste tropicali dell’America centrale, ad un’altitudine tra i 900 e i 2.400 m. Vuole temperature da intermedio a fresco e un leggero riposo (3-4 settimane) dopo la fioritura.

Brassia verrucosa © Orchi

Miltonia spectabilis: vive endemica in Brasile nelle foreste ad un’altitudine di 800-1.200 m. Ha pseudobulbi verde-giallino e fiorisce in estate e autunno. Pianta da temperatura intermedia che non necessita di riposo invernale, se non un calo delle bagnature.

Miltonia Spectabilis @ Danny Lentz

I fiori

Dall’incrocio tra generi ne esce un’elegante orchidea di medie dimensioni dai fiori a forma di stella, disposti in fila sullo stelo, molto grandi se guardiamo la pianta, misurano circa 10-15 cm! I petali fini e slanciati ricordano quelli della Brassia, il labello ampio invece, la Miltonia.

In verità, a vedere i fiori, ha un po’ le sembianze di un ragno, o di qualche insetto dalle zampe lunghe, specie con quella texture leopardata dei petali… Fortunatamente, tutti i toni dal rosa al porpora le danno un bel tocco di delicatezza. E non a caso è stata premiata con un Award of Merit dall’American Orchid Society!


Coltivazione in casa

L’ho ricevuta a settembre 2017, quando ancora era piena di boccioli. In casa sembra vivere perfettamente e senza alcun problema. Avendo radici fini, l’ho subito rinvasata in bark piccolo (era in sfagno), e ha passato autunno e inverno in cucina, fronte finestra a nord, con temperature tra i 17° e i 21° C.

A primavera, insieme ai coinquilini Paphiopedilum, è stata messa sul davanzale, sempre a nord.

Devo dire che si tratta di una pianta molto vigorosa e altrettanto resistente: ad agosto ha sopportato senza batter ciglio temperature vicine ai 40° C di giorno. In cambio ha solo preteso luogo ombreggiato, annaffiature giornaliere (beve molto) e poco concime, qualche goccia, una volta la settimana nell’acqua di irrigazione.

Naturalmente, tu irriga quando il substrato è completamente asciutto!


Fioritura

Nel mio caso, cioè 2 volte su 2, ha fiorito ad inizio autunno. Ha cominciato ad allungare uno stelo dal nuovo pseudobulbo a luglio (non fiorisce da quelli vecchi!). Molto lentamente l’ha portato a maturazione a settembre, e il primo bocciolo si è aperto verso la fine del mese.

La chicca? Profuma. Di marijuana 😰

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